Ull Hohn painting, painting

with frame by Tom Burr
2015/06/06

Per circa un decennio, da metà anni Ottanta a metà anni Novanta – quando scompare prematuramente all’età di 35 anni – Ull Hohn ha portato avanti una coerente ricerca teorica e formale che ha indagato la pittura forzandone i confini e offrendo un modello estetico ancora attuale se ricondotto all’interno di un più generale dibattito sulla pittura, mai esaurito e tuttora aperto. Il suo percorso si inscrive all’interno di un contesto storico e artistico ben preciso che lo vede passare dagli studi all’Accademia di Düsseldorf con Gerhard Richter, all’esperienza del “Whitney Independent Study Program” a New York, dove vive a partire dal 1986. In un momento in cui si fa strada la seconda stagione dell’Institutional Critique e si guarda alla pittura con sospetto, Hohn assimila ed elabora in modo del tutto personale le tendenze e le teorie che animano il dibattito artistico di quegli anni trovando il modo di far convivere pensiero critico e pura pratica pittorica. Nel breve arco della sua vita l’artista sperimenta stili e registri diversi, muovendosi dall’astrazione alla pittura di paesaggio che cita i dipinti ottocenteschi di Albert Bierstadt e della Hudson River School; dagli esercizi di natura didattica ispirati a Bob Ross e al suo programma televisivo “Joy of Painting”, fino alla serie delle Revision, opere realizzate prima di morire in cui riproduce alcuni soggetti dipinti prima degli studi in accademia. Sono questi alcuni esempi di una promiscuità stilistica che, a uno sguardo retrospettivo, rivela la sua coerenza proprio nel tentativo di Hohn di fare una pittura “al di là della pittura” senza rinunciare all’affezione per questo linguaggio. La mostra nasce dal desiderio di sottolineare il valore di questo assunto e di riflettere sull’attualità di una ricerca che ha messo in discussione la pittura dal suo interno. 

Painting, painting è la prima mostra istituzionale che ripercorre tutti i momenti della produzione di Hohn attraverso una selezione che attinge alle varie serie realizzate. La disposizione delle opere, che non segue un andamento cronologico, è strutturata a partire da due importanti serie del 1988, Nine Landscapese Off The Wall, installate in due pareti diametralmente opposte all’inizio e alla fine dello spazio espositivo. All’interno di questi due estremi, che condensano i nuclei fondamentali della ricerca di Ull Hohn, sono presentate tutte le fasi del suo lavoro, in un percorso espositivo modulato e scandito dal dialogo con l’opera di Tom Burr. Le premesse di questo accostamento vanno ricercate nella profonda conoscenza da parte di Tom Burr del lavoro di Ull Hohn, che al di là del rapporto di natura privata che li legava va ricondotta al fatto che le rispettive ricerche affondano le radici nel medesimo contesto storico-artistico e condividono analoghe esperienze, a partire da quella del Whitney Program. L’intervento di Tom Burr in mostra parte proprio dalla memoria di questa esperienza, in particolare dal ricordo della parete che separava il suo studio da quello di Ull Hohn. Ripensando a quell’elemento architettonico come un oggetto che separa e unisce allo stesso tempo, che definisce uno spazio e regola il movimento dei corpi al suo interno, Burr ha realizzato quattro strutture che alludono ai quattro muri di una stanza scomposti e dislocati in diversi punti dello spazio. Ognuna di queste “pareti” riflette, ospita o oscura i dipinti di Ull Hohn, fa da cornice non solo alle opere, ma al pubblico che le osserva e attiva un meccanismo di mimesi e sdoppiamento della parete “originale”, manifestazione formale del desiderio, della nostalgia, dell’affetto. La dicotomia di intimità e distacco cui queste strutture alludono è la stessa che ha contraddistinto dall’inizio alla fine la pratica artistica di Ull Hohn. Oscillando costantemente tra una consapevole presa di distanza e il coinvolgimento estetico con la pittura, Hohn ha dimostrato come un approccio teorico e concettuale alla stessa potesse nascere anche dal virtuosismo, dalla maestria pittorica, dagli stessi esercizi di stile che in quegli anni – ma ancora adesso – sono guardati con sospetto, e come la pittura possa essere “diversa” restando uguale a se stessa. 

Ull Hohn (Trier, 1960 – Berlino, 1995) comincia a studiare pittura all’età di vent’anni quando si trasferisce a Berlino per frequentare la Scuola d’Arte e seguire le lezioni di Kuno Gonschior. Quattro anni più tardi, nel 1984, Hohn si iscrive alla Künstakademie di Düsseldorf e diventa allievo di Gerhard Richter. Nel 1986 lascia la Germania per trasferirsi a New York, dove l’anno successivo frequenta il “Whitney Independent Study Program”, esperienza che ha un impatto fondamentale nella sua produzione e nel suo approccio alla pittura, che si fa più teorico e concettuale. L’ambiente newyorkeseapre a Ull Hohn delle prospettive del tutto nuove. Questioni legate all’identità, alla sessualità e alla diversità di genere diventano in quegli anni centrali nel dibattito artistico e Hohn inizia a confrontarsi con gli stessi temi. È in questo momento, e precisamente nel 1988, che realizza alcune delle sue serie pittoriche più significative:Nine Landscapese Untitled, entrambe presentate alla mostra conclusiva del Whitney Program, e Off The Wall. Nel 1989 espone con una mostra personale alla Julian Pretto / Berland Hall Gallery, l’anno successivo presso White Columns e nel 1991 da Randy Alexander, New York. Nel 1993 espone alla American Fine Arts, New York. Due anni più tardi l’artista scompare prematuramente all’età di 35 anni. Tra le mostre personali postume a lui dedicate ricordiamo: Künstlerhaus Bethanien, Berlin  (Philip Morris Art Sponsoring), 1996; Ull Hohn: Malerei, Galerie Neu, Berlino,2000; Off the Wall, Galerie Neu, Berlino, 2006; Ull Hohn, Between Bridges, Londra, 2009; Ull Hohn, Algus Greenspon, New York, 2009; Galerie Neu, Berlino, 2010. Tra le collettive in cui in anni recenti è stato incluso il suo lavoro: Optik Schröder. Werke aus der Sammlung Schröder,Künstverein Braunschweig, 2006; UNTITLED (Ohne Titel), NGBK, Berlino, 2010; Time Again, The Sculpture Center, New York, 2011. 

Tom Burr (New Haven-Connecticut, 1963) vive e lavora a New York. Dopo aver frequentato la School of Visual Arts di New York, tra il 1987-88 partecipa al Whithey Independent Study Program. Dall’inizio degli anni novanta a oggi sue mostre personali sono state presentate presso musei e istituzioni in tutto il mondo: Gravity Moves Me, FRAC Champagne-Ardenne, Reims, 2011; Bovincini/Burr, Museum für Gegenwartskunst, Basilea e Lenbachhaus, Monaco (con Monica Bonvicini), 2009; Addict-Love, Sculpture Center, New York, 2008; Swiss Institute, New York (con Walter Pfeiffer), 2007; Anxiety – A Showcase, Schinkel Pavillon, Berlino, 2007; Moods, Secession, Vienna, 2007; Tom Burr: Extrospective: Works 1994–2006, Musée Cantonal des Beaux Arts, Losanna, 2006; Deep Purple, The Whitney Museum of American Art, New York, 2002; Low Slung,Kunstverein Braunschweig, 2000; White Columns, New York,1992. Tra le numerose mostre collettive a cui ha partecipato ricordiamo: The Present of Modernism, MuMOK, Vienna, 2014; Deviance Credits, Center for Curiatorial Studies, Bard College, Annadale-on-Hudson, NY, 2014; Take It or Leave It: Institution, Image, Ideology,Hammer Museum, Los Angeles, 2014; Anamericana, American Academy, Roma, 2013; Outside the Lines, Contemporary Arts Museum, Houston, 2013; Moby Dick, CCA Wattis Institute for Contemporary Arts, San Francisco, CA, 2009; Political/Minimal, Kunst-Werke – Institute for Contemporary Art, Berlino, 2008; Unmonumental: The Object in the 21st. Century, New Museum of Contemporary Art, New York, 2007; BODYPOLITICX, Witte de With, Rotterdam, 2007; Das achte Feld. Geschlechter, Leben und Begehren in der Kunst seit 1960,Museum Ludwig, Cologne, 2006. Ha inoltre preso parte alla 12.a Biennale di Istanbul nel 2011 e alla Biennale del Whitney Museum of American Art, New York nel 2004.

01. Ull Hohn painting, painting with frame by Tom Burr
Veduta della mostra. Da sinistra: Ull Hohn, dalla serie "Joy of Painting", 1993, olio su tela; Tom Burr, Particular Room Divider, (one), 2015, compensato, plexiglass a specchio, vernice, sostegni in metallo; Ull Hohn, Untitled paintings dalla serie “Landscape”, 1992-1993, olio su tela
Ph Andrea Rossetti

02. Installation view. From left: Ull Hohn, Untitled (Nine Landscapes), 1988, olio su tavola (9 elementi); Ull Hohn, Untitled paintings dalla serie "Joy of Painting", 1993, olio su tela
Ph Andrea Rossetti

03. Veduta della mostra. In primo piano / da sinistra: Tom Burr, Particular Room Divider, (one), 2015, compensato, plexiglass a specchio, vernice, sostegni in metallo; Ull Hohn, Untitled paintings dalla serie "Joy of Painting", 1993, olio su tela. In secondo piano: Ull Hohn, Untitled paintings dalla serie "Revision”, 1993-1995, oil on panel, oil on canvas
Ph Andrea Rossetti

04. Da sinistra: Ull Hohn, Untitled, 1979, olio su tela; Ull Hohn, Untitled, 1995, olio su tela
Ph Andrea Rossetti

05. Veduta della mostra. In primo piano: Tom Burr, Particular Room Divider, (two), 2015, compensato, plexiglass a specchio, vernice, sostegni in metallo; in secondo piano: Ull Hohn, Untitled paintings dalla serie “Revision”, 1993-1995, olio su tela, acquarello su carta; Particular Room Divider, (four), 2015, compensato, plexiglass a specchio, vernice, sostegni in metallo
Ph Andrea Rossetti

06. Da sinistra: Ull Hohn, Untitled, 1995, olio su tela; Ull Hohn, Untitled, 1978-1979, acquarello su carta
Ph Andrea Rossetti

07. Veduta della mostra. In primo piano: Tom Burr, Particular Room Divider, (two), 2015, compensato, plexiglass a specchio, vernice, sostegni in metallo; in secondo piano: Ull Hohn, Untitled e Heavily Painted Yellow Sky dalla serie “Revision”, 1993-1995
Ph Andrea Rossetti

08. Da sinistra: Ull Hohn, Untitled, 1978, matita su carta; Ull Hohn, Untitled, 1994-1995, matita su carta
Ph Andrea Rossetti

09. Veduta della mostra. In primo piano/da sinistra: Ull Hohn, Untitled, 1978, matita su carta; Ull Hohn, Untitled, 1994-1995, matita su carta; Ull Hohn, Heavily Painted Yellow Sky, 1993, olio su tela. In secondo piano: Ull Hohn, Untitled (Nine Landscapes), 1988, olio su tavola (9 elementi)
Ph Andrea Rossetti

10. Veduta della mostra. Da sinistra: Tom Burr, Particular Room Divider, (three), 2015, compensato, plexiglass a specchio, vernice, sostegni in metallo, giubbotto bomber; Ull Hohn, Untitled (Off the Wall), 1989-90, colore a olio, smalto, gesso su legno (14 elementi); Tom Burr, Particular Room Divider, (four), 2015, compensato, plexiglass a specchio, vernice, sostegni in metallo
Ph Andrea Rossetti

11. Veduta della mostra. Da sinistra: Tom Burr, Particular Room Divider, (three), 2015, compensato, plexiglass a specchio, vernice, sostegni in metallo, giubbotto bomber; Ull Hohn, Untitled (Off the Wall), 1989-90, colore a olio, smalto, gesso su legno (14 elementi)
Ph Andrea Rossetti

12. Veduta della mostra. Da sinistra: Ull Hohn, Untitled paintings dalla serie “Pattern painting”, 1986-87, olio su tela; Tom Burr, Particular Room Divider, (three), 2015, compensato, plexiglass a specchio, vernice, sostegni in metallo, giubbotto bomber; Ull Hohn, Interesting Shape #7, 1993, tecnica ista su tela
Ph Andrea Rossetti

13. Veduta della msotra. Da sinistra: Ull Hohn, Untitled paintings dalla serie “Pattern painting”, 1986-87, olio su tela; Tom Burr, Particular Room Divider, (three), 2015, compensato, plexiglass a specchio, vernice, sostegni in metallo, giubbotto bomber; Ull Hohn, Interesting Shape #7, 1993, tecnica mista su tela
Ph Andrea Rossetti

14. Veduta della mostra. In primo piano: Ull Hohn, Untitled paintings from the series “Pattern painting”, 1986-87, olio su tela; in secondo piano: Ull Hohn Heavily Painted Yellow Sky, 1993, olio su tela; Ull Hohn, Untitled (Nine Landscapes), 1988, olio su tavola (9 elementi)
Ph Andrea Rossetti

15. Veduta della mostra. In primo piano: Tom Burr, Particular Room Divider, (four), 2015, compensato, plexiglass a specchio, vernice, sostegni in metallo; rear: Ull Hohn, Untitled (Off the Wall), 1989-90, colore a olio, smalto, gesso su legno (14 elementi)
Ph Andrea Rossetti

16. Veduta della mostra. In primo piano: Tom Burr, Particular Room Divider, (four), 2015, compensato, plexiglass a specchio, vernice, sostegni in metallo; in secondo piano/da sinistra: Ull Hohn, Untitled (Infant), 1988, olio su tavola; Tom Burr, Particular Room Divider (three), 2015, compensato, plexiglass a specchio, vernice, sostegni in metallo, giubbotto bomber; Ull Hohn, Interesting Shape #7, 1993, tecnica mista su tela
Ph Andrea Rossetti

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